Abolizione del quorum per il referendum abrogativo

4 ottobre 2018

Cosa prevede il “Contratto di Governo”

“Per incentivare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica nazionale, occorre cancellare il quorum strutturale – ovvero la necessità della partecipazione alla votazione della maggioranza degli aventi diritto – al fine di rendere efficace e cogente l’istituto referendario. Ulteriore obiettivo di questa proposta, nel solco dello spirito che anima l’art. 75 della Costituzione, è quello di scoraggiare, in ogni forma, l’astensionismo elettorale, spesso strumentalizzato per incentivare il non voto, al fine di sabotare le consultazioni referendarie”.

 

Cosa dice la Costituzione

Articolo 75

È indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

 

Le linee programmatiche del Ministro Riccardo Fraccaro in tema di referendum abrogativo

Audizione del Ministro Riccardo Fraccaro - Commissioni Riunite (I Camera e I Senato), giovedì 12 luglio 2018]

“[…] In terzo luogo, misura fondamentale per garantire il diritto di partecipazione alla consultazione referendaria dei cittadini è l'abolizione del quorum nel referendum abrogativo, come raccomandato dallo stesso Consiglio d'Europa. Riteniamo che non debba essere previsto alcun quorum di partecipazione né per il referendum abrogativo né per il referendum propositivo. L'anomalia della previsione di un quorum, infatti, appare evidente dal confronto con le altre democrazie occidentali, nelle quali è previsto l'istituto referendario, ma senza quorum strutturale. Del resto, questa lettura è confermata anche dalle raccomandazioni contenute nel Codice di buona condotta in materia di referendum della Commissione di Venezia. 
  Il 
quorum rappresenta, infatti, l'ostacolo principale alla partecipazione: anziché premiare i cittadini attivi e responsabili che si recano alle urne, li penalizza. In un contesto politico e sociale in cui la disaffezione alla politica ha raggiunto livelli allarmanti, il quorum strutturale disincentiva la partecipazione e favorisce l'astensionismo, creando un danno grave alla democrazia. In presenza del quorum decide chi non partecipa o troppo spesso decide chi non partecipa, capovolgendo l'idea stessa di comunità. In sostanza, l'eliminazione del quorum è un passo indispensabile per favorire il concorso dei cittadini al processo democratico.[…]”

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