Riforme, Fraccaro: referendum propositivo rafforza democrazia

5 dicembre 2018

“Restituire centralità ai cittadini è una priorità del Governo del cambiamento. L’avvio dell’iter di approvazione del referendum propositivo soddisfa un altro punto del contratto”. Lo afferma il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro, in un’intervista a La Stampa, in merito alla proposta di legge costituzionale che mira a introdurre il referendum propositivo, in questi giorni in discussione alla Camera. “Dalle audizioni in Commissione – spiega Fraccaro – è emerso chiaramente un concetto: la democrazia diretta migliora quella rappresentativa. Le Camere avranno sempre un ruolo centrale: il referendum si attiva solo in caso di loro inerzia e possono presentare una controproposta. Con il referendum propositivo il Parlamento sarà rafforzato e i cittadini potranno esercitare pienamente la sovranità. L’Italia entrerà di diritto nella Terza Repubblica”. Il ministro sottolinea che “il sistema della rappresentanza per delega resta, ma è evidente come non sia più sufficiente: va integrato dando la possibilità ai cittadini di incidere sulle decisioni pubbliche. La crisi della democrazia riguarda proprio la rappresentanza, perché da parte del popolo c’è sempre più voglia di partecipare”. In merito all’abolizione del quorum, Fraccaro spiega che l’abolizione “è raccomandata dalla Commissione di Venezia, un organismo del Consiglio d’Europa che ha spiegato come la presenza di una soglia scoraggi la partecipazione. Deve poter decidere chi va a votare, non chi resta a casa”.  “Il referendum - aggiunge - non va interpretato come una contrapposizione, ma come un confronto tra cittadini e istituzioni per trovare la legislazione migliore”. Un’altra riforma riguarda la riduzione del numero di deputati e senatori. “Il taglio dei parlamentari è previsto dal contratto di Governo – sottolinea Fraccaro – e mi auguro che anche l’opposizione condivida questa proposta, ci vorrebbe coraggio a votare contro la riduzione di deputati e senatori visto che siamo il Paese con il più alto numero di rappresentanti d’Europa”. “Taglieremo 345 stipendi dei parlamentari con la riduzione a 400 deputati e 200 senatori. Noi portavoce del M5S poi ci tagliamo già gli stipendi, abbiamo donato oltre due milioni di euro al Fondo per i terremotati. Le altre forze politiche facciano lo stesso”, conclude.

Qui l'intervista al quotidiano La Stampa

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